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Quest’escursione propone un circuito che si sviluppa in un paesaggio che cambia
gradualmente volto: da quello prativo e boschivo di fondovalle a quello tipicamente
alpino d’alta quota, caratterizzato da pietraie e bassa vegetazione, coperto
per gran parte dell’anno da uno spesso manto nevoso. Siamo alle propaggini estreme
della Valle Bedretto, a ridosso di importanti passi alpini. Dalla località di
All’Acqua, stazione viaria dotata di strutture di accoglienza almeno a partire
dal secolo XV, infatti, si distaccano le mulattiere verso i valichi della Novena
e del San Giacomo. Il primo conduce al vicino Vallese, dove si innesta in altre
antiche arterie di traffico verso il Gries e il Susten. Di particolare importanza
per i rapporti tra l’italiana Val Formazza e la Valle Bedretto era il secondo,
quello del San Giacomo. La solidità delle relazioni tra le due comunità è testimoniata
dalle faticose processioni annuali che i formazzini compivano per raggiungere
Airolo, delle quali resta ricordo in un affresco nell’oratorio di Santa Maria
in Val Formazza.
In un ambiente dove la natura domina incontrastata, dove anche il traffico di
fondovalle si fa discreto e dove persino la presenza dell’uomo su questi pendii
si fa rara, capita con sorpresa di trovare tracce di antiche attività, svolte
a quote elevate e oggi assolutamente impensabili. Risalendo il pendio dalla
capanna di Piansecco si giunge alla Cava delle Pigne, il luogo dove, in condizioni
estreme, veniva estratta la pietra ollare impiegata per la costruzione delle
pigne con le quali venivano riscaldate le case montane. Qui, anonime mani hanno
lasciato sui massi date e iscrizioni, a ricordo di antiche fatiche.
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