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Nella parte centrale della Valle di Blenio, un breve sentiero, che collega Motto
di Dongio alle terre di Corzoneso seguendo il corso del fiume Brenno lungo la
sua sponda destra, ricalca un tratto del percorso un tempo seguito dalle genti
che transitavano per il passo del Lucomagno. È un sentiero desueto, poco conosciuto
e frequentato, ma che conserva tesori di inestimabile valore culturale: edifici
che ci raccontano dell’ingresso del cristianesimo in queste valli e dei transiti
dei pellegrini, alla volta di Roma, accolti in piccoli ma provvidenziali ospizi.
Così a Motto troviamo la chiesa di San Pietro, uno dei più interessanti esempi
del romanico in Ticino, il cui interno è impreziosito da un ampio ciclo di affreschi,
realizzato da anonime mani tra la fine del Trecento e il Quattrocento. La ricerca
archeologica ha permesso di riportare alla luce fasi costruttive che datano dal
VI secolo e tombe di età longobarda. Più oltre troviamo, immerso nel bosco, l’isolato
oratorio di San Martino Viduale, nei cui pressi alcuni resti di costruzioni sono
l’unico riferimento visibile della presenza di un ospizio legato ad un convento
di Umiliati.Ancora all’inizio del secolo XVII l’ospizio espletava le sue funzioni
d’accoglienza e il suo priore aveva l’obbligo di mantenere acceso un lume durante
la notte: un piccolo faro per i viandanti. Poco oltre, edificata su una sporgenza
rocciosa, in un ampio spiazzo prativo, ci si imbatte nella chiesa romanica di
San Remigio, il cui interno è decorato con affreschi quattrocenteschi. Siamo nell’antica
terra di Corzoneso.
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