|
Se dal Piazzale Comunale di Biasca si volge lo sguardo verso est, si scorge,
leggermente rialzato rispetto al nucleo, un pittoresco insieme d’arte e natura,
formato dalla chiesa dei Santi Pietro e Paolo, importante testimonianza dello
stile romanico in Svizzera, dall’oratorio di Santa Petronilla, dal ponte a schiena
d’asino, dal bosco di castagni e dalla cascata. Tra le vie del borgo si notano
invece degli edifici decorati, testimonianze dell’abitudine tra Ottocento e
Novecento, di abbellire le facciate con decorazioni pittoriche che imitano elementi
architettonici e che sfoggiano motivi decorativi per lo più vegetali. In via
Giovannini si trova una casa con una decorazione del 1905, ridipinta nel 1991,
che presenta una fascia sottogronda con nastri, trofei floreali e festoni. Altri
esempi di decorazioni recanti motivi floreali e vegetali si incontrano in via
Iragna. Sulle facciate del garage Pironaci è visibile una fascia sottogronda
in graffito recante foglie d’acanto e fiori. La tecnica del graffito, molto
diffusa nel nostro Cantone, viene utilizzata a partire dal secolo XV.
Un’altra tecnica, detta stampinatura, più economica ma limitata nella scelta
del motivo decorativo, permette una veloce esecuzione che consiste nell’applicazione
di mascherine sulla facciata che vengono poi tamponate con del pigmento. Sorprendente
è l’inserimento di una testa bovina nell’impianto decorativo di una facciata,
come testimonianza della macelleria che era attiva al pianterreno. A pochi passi
si trova il centro culturale Casa Cavalier Pellanda, un edificio semplice ma
signorile. Questo edificio rievoca l’interessante figura del console di Biasca
che ebbe un ruolo importante nella vita politica ed economica del suo paese,
tra la fine del XVI e il principio del XVII secolo.
|
|