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Bellinzona si raggiunge con il treno. Per i mezzi privati, parcheggi all'autosilo in Piazza del Sole. Bellinzona, borgo ai piedi delle Alpi, custodisce nelle sue vie gioielli inaspettati: i castelli di Sasso Corbaro, Montebello e Castelgrande, la monumentale facciata della chiesa Collegiata dei Santi Pietro e Stefano, che fonde in modo armonioso elementi architettonici di diversi stili e la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ora in fase di restauro, con al suo interno importanti e significativi affreschi rinascimentali di scuola pittorica lombarda. Non sono solo le grandi opere architettoniche a caratterizzare Bellinzona. Chi rivolge lo sguardo alle facciate delle case, si accorgerà che la maggior parte di esse è decorata. Nel 1903, in occasione dei festeggiamenti per il Centenario dell'autonomia cantonale, diversi edifici cittadini sono stati abbelliti. Tra questi spiccano i numeri civici 1 e 2 in Piazza Collegiata e l'attuale magazzino comunale, in origine sede della Scuola Arti e Mestieri.
Tra questi spiccano i numeri civici 1 e 2 in Piazza Collegiata (1-2 foto+cartina) e l'attuale magazzino comunale (3 foto+cartina), in origine sede della Scuola Arti e Mestieri. All'interno della corte del Municipio (4 cartina), vi sono interessanti lunette, recanti vedute dell'antica Bellinzona, eseguite in graffito. Questa tecnica consiste nell'applicazione sul muro di uno strato di malta composto di sabbia e calce, che si può colorare aggiungendo del pigmento in polvere. L'intonaco ancora fresco viene ricoperto con uno strato di calce sul quale si traccia il disegno; a questo punto, in corrispondenza del disegno, la calce viene graffiata con appositi utensili, rivelando così il motivo decorativo e ottenendo un effetto plastico.
Numerosi sono stati i decoratori attivi in città: fra questi si distinguono Emilio Maccagni (1888- 1955) e Baldo Carugo (1903-1930). Il Maccagni, formatosi all'Accademia di Brera di Milano ha operato soprattutto nel Bellinzonese e nell'Alto Vedeggio. Sua è l'ex fascia sottogronda recante dei festoni di rose che spiccano su un prezioso fondo a fogli d'oro (5 cartina). Il Carugo, autore insieme a Federico Cassina (1891-1950) delle già citate lunette del Municipio, ha decorato anche le facciate della sua abitazione (6 - cartina), la cui fascia sottogronda sfoggia motivi vegetali e animali, alcuni stemmi di cantoni svizzeri e un nastro intrecciato. Un particolare colpo d'occhio offre la facciata all'imbocco di via Camminata (7 foto+cartina), che presenta un impianto decorativo basato principalmente su motivi a raggi.
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