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Chiesa del Sacro Cuore

(Padre Callisto Caldelari) La chiesa e il convento del Sacro Cuore, realizzati su incarico dei Cappuccini dagli architetti Carlo e Rino Tami in via Varrone 12 a Bellinzona, sono stati inaugurati nel 1939.

Per l’esterno fu impiegato il granito della Riviera, nell’interno il rivestimento è in mattoni cotti provenienti da Riva San Vitale. Un pittore li  passò ad uno ad uno dando tinte diverse con un intruglio da lui inventato e mai rivelato.

La Via Crucis è stata realizzata dal pittore Guido Gonzato. Le quattordici stazioni con dei riquadri sulle pareti in modo stagliati in modo indipendente l’uno dall’altro.

Nel 1966 il presbitero che ospitava un crocifisso di Ortisei, il presbiterio fu ristrutturato e sulla parete di fondo si alternano ora dei drappi secondo il tempo liturgico.

 

La bella facciata in granito con rosone non fu disegnata, ma le pietre furono collocate da operati specializzati secondo la loro intuizione. Sopra le arcate del portico i simboli marmorei dei quattro evangelisti sono opera di Remo Rossi. Sul portale ligneo d’ingresso due formelle, scolpite da Pierino Selmoni, rappresentanti i santi Pietro e Paolo. Nell’interno, da destra a sinistra: sotto la prima arcata statua devozionale del Sacro Cuore. Sotto la seconda, bassorilievo della Madonna col bambino, lavoro fiorentino della scuola dei Rossellino. Sotto la terza, tela settecentesca di S.Francesco di ottima fattura italiana. Nella lesena destra del presbiterio, dietro l’ambone (con la scritta  p a r o l a), tabernacolo barocco di ignoto autore tedesco.

Al centro altare e sedie lignee, a sinistra grande e bellissimo crocefisso del quattrocento, scultura probabilmente tedesca. Accanto, pila marmorea quale battistero. Scendendo nelle arcate di sinistra: sotto la prima, dietro la consolle del’organo, quadro raffigurante il testo meditativo di San Nicolao della Flüe. Sotto la seconda arcata, icona russa rappresentante la risurrezione con la vita del Redentore. Nell’ultima arcata statua lignea devozionale di S.Antonio da Padova. Sopra il portone d’entrata le canne di un organo Balbiani, collocate negli anni cinquanta. Tutta la chiesa ispira alla preghiera e alla meditazione e, per la sua semplice bellezza, è iscritta nell’elenco dei monumenti protetti.


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